L’autobiografia come cura di sè attraverso il Mandala2019-02-22T17:14:51+00:00

L’Autobiografia come cura di sè attraverso il Mandala

Cosa vuol dire parlare di se? Cosa vuol dire narrarsi? Possiamo partire da un punto, da un’immagine e andare a ritroso nel tempo a vedere chi eravamo, chi avevamo accanto a noi, chi era la persona che più ci ispirava fiducia? Quali sono i nostri ricordi più belli? O quelli che hanno segnato la nostra vita. Come ci siamo adattati a determinate esperienze, hanno cambiato qualcosa nel nostro io più profondo? Cosa ci portiamo dietro dalla nostra storia di vita, quanto abbiamo messo di nostro o quanto ci siamo lasciati vivere dalle situazioni.

Quando qualcuno narra di noi, racconta quello che noi abbiamo esternato, racconta forse le nostre maschere. È bello sentirsi raccontare dagli altri, a volte è un ri-conoscimento di Sè stessi, ma le persone raccontano quello che vedono con i loro occhi, con l’immagine che hanno di te, con le aspettative che hanno su di te. A volte abbiamo bisogno di sentirci raccontare per aumentare la nostra autostima, abbiamo bisogno di sapere del nostro passato attraverso l’altro per capirci di più, per trovare la nostra identità.

Quando scriviamo la nostra autobiografia è un ripercorrere all’indietro il nostro vissuto che è fatto di ricordi, non necessariamente di date precise, ma di sensazioni, di dolore e di piacere. Non è necessario partire dalla nostra infanzia, si può partire da qualsiasi immagine ci venga in mente. Questo può spaventare, e come quando abbiamo di fronte un foglio con un cerchio vuoto al centro, dove sta a noi iniziare a riempire quel vuoto. Credo che si provi la stessa sensazione. E così come il disegno che ci permette di vedere la nostra opera finita da una certa distanza, ma facendo attenzione al nostro processo interiore mentre creavamo il nostro mandala, così nell’autobiografia, si inizia da un punto, non necessariamente dall’inizio e mano a mano che scriviamo arrivano le immagini, salgono le emozioni, arrivano le intuizioni, ci vediamo da una prospettiva diversa, come nel disegno. Il narrarsi ci aiuta ad esternare quello che abbiamo dentro, il ricomporre i pezzi della nostra vita ci aiuta a mettere ordine dentro di noi, ci permette di vederci dal di fuori e ci permette di mettere a fuoco tutti i passaggi da noi fatti nella nostra vita. Rimettere in moto la nostra memoria è uno sfogo interiore, una catarsi ed un lasciare andare.

Perché ho voluto creare un laboratorio sull’autobiografia attraverso l’uso del Mandala come cura di sé?

Perché ho scoperto su di me come attraverso lo scrivere questo mi abbia aiutato a prendere consapevolezza del mio percorso, quando rileggo parte della mia autobiografia, lo faccio da adulta, le emozioni salgono, ma riesco a contenerle, perché raccontarmi scrivendo mi ha permesso di far emergere dal mio inconscio il mio passato, di guardarmi con occhi diversi, di vedere tutto il percorso fatto, come con l’uso del Mandala, che mi permette di lavorare su di me attraverso simboli inconsci che escono dal mio io più profondo, attraverso l’uso dei colori che mi possono infastidire o attrarre.

Si può parlare di sé stessi in tanti modi, tutto questo porta ad un benessere interiore ad un allentamento delle tensioni, aiuta e mettere ordine nel nostro caos, esattamente come con l’autobiografia, si parte da un punto per andare indietro nel tempo, guardarsi in un presente e immaginarsi nel futuro, ma con più consapevolezza.

Creare un Mandala significa creare un nostro spazio sacro, un luogo protetto, significa “contenere l’essenza” che ci permette di vivere una esperienza di conoscenza ed unione con il nostro centro, è un viaggio all’interno di noi stessi creando la nostra “mappa interiore”, ci aiuta ad esprimere ciò che realmente siamo. Il centro del Mandala rappresenta il Sé. Il Sé è l’origine della personalità e allo stesso tempo la sua meta finale. Con il Mandala possiamo ristabilire l’armonia tra le nostre parti inconsce e consce. Anche se si manifestano dei conflitti, disegnare un mandala si risolve sempre in un allentamento delle tensioni, guarigione, scoperta di sé e crescita personale sono già in atto quando disegniamo spontaneamente forme o colori all’interno di un cerchio. I colori nel Mandala esprimono i pensieri, le emozioni e le intuizioni più intime di chi lo disegna e la scelta non è mai casuale.

Scrivere la nostra autobiografia attraverso l’uso del Mandala ci permette di far uscire dal nostro inconscio la nostra vera storia o i nostri più intimi desideri. Scrivere è una modalità per leggersi, per ascoltare se stessi creando in questo modo una relazione con l’io narrante. I pensieri prendono forma attraverso la nostra mano; spesso usiamo la scrittura quando viviamo un momento doloroso, inquieto, diventa così un modo per resistere appoggiandoci alla penna e alle parole. Scrivere non guarisce dal dolore ma protegge nella misura in cui può aiutare a guardarlo in modo differente, aiuta a ridefinire ciò che si è stati. Il percorso inizia quando guardiamo il presente con occhi diversi, in maniera consapevole ed è un percorso frutto di continue elaborazioni. Autobiografia come presa di coscienza di una totalità, ulteriore lettura dei vissuti ma anche interpretazione e ri-orientamentoche hanno lo scopo di dare nuova forma alla propria vita, diventa un modo per rileggere ciò che si è fatto e che si è stati, diventa un’occasione per prendere coscienza di sé e della propria interiorità.Sentirci protetti da un cerchio, che delimita i nostri confini, ci permette di addentrarci nel nostro io più intimo, più sacro permettendoci di far uscire e riconoscere la nostra vera essenza, attraverso l’uso dei colori permettiamo alle nostre emozioni di uscire fuori. Molto spesso noi non siamo in contatto con le nostre emozioni che contengono paure e rabbia, non ascoltiamo il nostro corpo, siamo abituati a vivere nella nostra zona di confort e andare oltre ci spaventa. Per andare oltre il conosciuto, andare oltre i nostri schemi, con cui siamo abituati a interagire, occorre impegno, volontà, bisogna prendersi la responsabilità di se stessi e delle nostre azioni. Attraverso il passato vediamo il racconto come mezzo per tramandare e ricordare, con il presente vediamo il racconto come un mezzo per ridare senso e significato a quello che è stato.

L’autobiografia attraverso l’uso del Mandala, non è più solo uno spazio di sfogo per tramandare memorie, ma diventa uno strumento di consapevolezza in cui non conta tanto il cosa ma il come si sono vissute quelle esperienze. Scoprire quali sono state le esperienze significative che hanno contribuito alla creazione della nostra identità. E’ un momento di tregua, come se fosse un puzzle, pezzi di vita che gradualmente si incastrano e ridanno senso e forza a noi stessi. Ci aiuta a liberarci dalle infrastrutture della nostra mente, dai condizionamenti che ci portiamo dalla nostra infanzia.

Questo laboratorio è formato da sette incontri. Perché sette? Da sempre il numero sette è stato ritenuto un numero magico, misterioso, ricco di simbologia e di sacralità a iniziare dagli egizi. E’ formato dall’unione del maschile (3) più il femminile (4), 7 sono i giorni della settimana, 7 sono i giorni dei cicli lunari, 7 sono i chakra, le note musicali sono 7, così come l’arcobaleno, è il numero di un ciclo compiuto, è il perfezionamento della natura umana perché congiunge il divino (3) con il terrestre (4), conciliando così la natura fisica e spirituale, umana e divina. Anche la Piramide è formata dal triangolo (3) su quadrato (4).

Partendo dai nostri ricordi, da frammenti di immagini o sensazioni proviamo a narrare di noi seguendo l’immagine, un colore, un odore che più ci ha colpito, iniziamo poi a scrivere la nostra storia, come la racconteremmo? Se dovessi raccontarti a qualcuno cosa diresti? Noi siamo fatti di luce e ombra, abbiamo ricordi gioiosi che portiamo con noi e ricordi che ci fanno star male, che ci hanno fatto costruire un’armatura corporea dalla quale non riusciamo a separarci. Ma se noi impariamo a colloquiare con quella parte di noi che ci è servita fino ad oggi forse possiamo andare oltre, possiamo imparare a vedere cosa c’è oltre quel dolore, quale bisogno si nasconde. Se provassimo a scrivere a quella parte di noi? A quella parte che ci fa più paura o più rabbia? Andiamo anche a vedere cosa ci fa star bene, quali sono le cose dove ci sentiamo più sicuri, i nostri punti di forza, le nostre risorse. Quando abbiamo visualizzato i nostri lati positivi, cosa vogliamo portare con noi. Possiamo decidere ogni giorno di comporre una frase per noi, una parola, una poesia che diventa la nostra forza, che ci accompagna e ci fa sentire bene. Impariamo con la mente a visualizzare la nostra giornata, accettando il nostro modo di essere, trasformando i nostri personaggi e visualizzando i nostri obiettivi. Imparando a stare con se stessi e imparando a prenderci cura di noi, dei nostri bisogni, del nostro bambino, imparando ad ascoltare i messaggi del nostro corpo, possiamo dare nuova vita a quella parte di noi assopita, possiamo tornare bambini con la consapevolezza dell’adulto e un bambino va preso per mano, coccolato, aiutato, accettato, amato, dobbiamo fargli sentire la base sicura. Dobbiamo diventare genitori di noi stessi.

Primo passo: Frammenti di ricordi

In questo passo andremo a rievocare i ricordi che possono essere legati a luoghi, odori, persone, situazioni, voci. In genere queste immagini possono apparire sbiadite, vaghe, magari ci può colpire un colore. Qualsiasi cosa che noi andiamo a ricordare non appare mai chiassoso e non è mai completamente a fuoco. Qualsiasi ricordo ci rimanda gioia malinconica anche se non sempre ci riportano ad esperienze felici. Il disegnare e l’autobiografia però allevia le sofferenze anche se può costare fatica. Imparando a trasformare ricordi non sempre amabili, li accettiamo per quello che sono stati. Questo da vita ad un sentimento di distacco, mentale ed emozionale che è il primo requisito di un benessere che proviene soltanto da noi stessi.

Secondo passo: Impariamo a parlare di noi

Comunicare ad altri fa bene ma spesso è difficile farlo. Raccontare e raccontarsi ci insegna a conoscerci. Capita a volte di svegliarsi la mattina con dei ricordi del nostro vissuto, immagini confuse che ci riportano al passato, a volte ci rendono felici a volte ci fanno sentire stanchi o privi di energia, spesso non capiamo il nostro stato d’animo che appare sempre confuso. Se noi imparassimo a dare voce al nostro passato sentiremmo nascere dentro di noi una sorta di benessere interiore. I riti infantili che ci portiamo dietro confermano la nostra identità adulta, tutto parte dal nostro passato, ripetiamo quotidianamente la nostra biografia, siamo in piena sintonia con i nostri schemi passati. E se dovessimo parlare della nostra storia, come sarebbe? Se ci fermiamo a riflettere un attimo, qualsiasi sia l’argomento di cui noi parliamo ad altri, parliamo sempre di noi, perché quel particolare argomento racconta ciò in cui noi crediamo o ciò di cui noi dubitiamo. Ma se noi imparassimo a fermarci e a mettere in ordine, non su chi siamo in quel momento di crisi o di euforia, ma sull’intera traiettoria della nostra vita, questo ci darebbe più coraggio, ci darebbe una visione complessiva che si è stati qualche cosa prima di quel mattino ed è una forma silenziosa di cura di sé.

Terzo passo: Incontriamo la nostra maschera

Spesso alcuni nostri lati inconsci ed oscuri presenti in noi danno vita ad atteggiamenti che non corrispondono al nostro vero sé determinando la nostra esistenza in una maniera diversa da quella reale. Dobbiamo purificarci interiormente dai nostri vecchi modelli e far risplendere il nostro vero sé. Spesso si ha paura di confrontarsi con le nostre paure infantili e con i nostri dolori, ma se impariamo a portare alla luce questi lati inconsci possiamo curare le nostre ferite. Quanto più riusciamo ad entrare in contatto con le nostre maschere che assumiamo con il mondo esterno, in maniera consapevole, tanto più sarà grande la nostra crescita interiore.

Quarto passo : Incontriamo i nostri punti di forza

Continuando a ricordare possiamo creare una sorta di rete interiore, se noi iniziamo a rievocare una serie di ricordi questo mette in atto una sorta di campo magnetico di attrazione traendone la forza dalle energie dei campi magnetici dei ricordi. Ricordare quando siamo stati felici, il primo incontro, il nostro primo viaggio, quando ci siamo sentiti bene in quella situazione… e se ci aiutiamo con libere associazioni e verbalizzazioni. Potremmo sviluppare un senso di pienezza e di auto nutrimento, non solo attraverso le semplici rievocazioni ma mediante la trama interiore che abbiamo costruito, dando luogo a nuove immagini e nuove forme.

Quinto passo: Il tesoro ritrovato Dopo aver fatto un lavoro sui ricordi e imparato a visualizzarequali sono i nostri punti di forza o le nostre risorse, di cosa abbiamo più bisogno? Cosa vogliamo portare con noi? Proviamo a creare la nostra poesia.

Sesto passo: Io creo il mio domani

A questo punto è importante imparare a provare il piacere di stare con noi stessi prendendoci per mano e stando insieme potremmo osservarci a distanza e analizzare la nostra vita come se fosse quella di un altro, dedicandoci ogni giorno al lavoro di scrittura creativa della nostra storia. Questo nostro File può essere aggiornato e integrato di continuo, può diventare la nostra storia a puntate dove impariamo non più dall’esperienza di ciò che siamo stati, ma da quello che andiamo immaginando, trasformando i nostri personaggi. La vita delle cose è sempre un riflesso della vita della mente. Quali sono i miei obiettivi per il futuro? Dove e come mi visualizzo tra un anno? Cosa devo fare per raggiungere il mio obiettivo? Cosa sono disponibile a fare per raggiungerlo? Scrivi la tua storia pensandoti in un futuro. Se qualcuno dovesse narrare di te, come sarebbe?

Settimo passo: Il nostro messaggio in bottiglia

Avete mai pensato a qualcosa che vi rappresenti? Che cosa scrivereste di voi stessi, della vostra storia, o quale messaggio volete lasciare in modo essenziale da poter essere sigillato in una bottiglia e gettato in mare? Cosa vorreste far sapere di voi stessi pensando che questa bottiglia può approdare in qualsiasi parte del mondo o magari essere ritrovata da qualche vostro familiare.

Percorsi di Crescita Interiore

Un passo alla volta

Il Mandala Evolutivo

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